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Le cattive abitudini dei Presidenti dimissionari

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Le cattive abitudini dei Presidenti dimissionari

Da quando sono stato eletto la prima volta Segretario del Circolo Pd di Sulmona ho notato che è abitudine e costume di chi ricopre la carica di Presidente dimettersi comunicandolo, in maniera ufficiale, prima alla stampa e poi, forse, al partito. In effetti sto ancora aspettando la comunicazione delle dimissioni di chi ha preceduto Sandro De Panfilis e, con ogni probabilità, tra qualche mese starò qui ancora ad aspettare che arrivi al partito la comunicazione delle dimissioni di Sandro De Panfilis.

Ancora non mi è chiaro se il Pd, in generale, appare più, ad alcune persone, come fosse il Colosseo dove si entra per visitarlo e si esce senza lasciare alcuna traccia del proprio passaggio. Probabilmente la natura antropologica della diversità di cui si parla sta proprio qui. Per essere chiari io non ho proprio interpretato, né il mio ingresso nel Pd né la mia successiva elezione a segretario, come una visita scolastica al Colosseo e se qualcuno ha pensato che questa fosse la mia intenzione ha calcolato male tempi e modi. Tempi che appartengono ad un passato inglorioso, trascorsi a dare vita a lunghe ed estenuanti discussioni più sotto il profilo personale che sotto il profilo di temi e argomenti.

Modi che puntano più alla spettacolarizzazione del ruolo che si riveste, piuttosto che al fare del proprio ruolo qualcosa di utile. E proprio su questi due fattori, tempi e modi, dovremmo ricalcolare e, perché no, forse anche metabolizzare quella che ci piace tanto chiamare “inversione di tendenza”.

Il Partito Democratico non è un teatro con tanto di palcoscenico, non è nemmeno la passerella di una sfilata dove si attende solo il vestito di punta dello stilista. Il Partito Democratico è una comunità che ha come primo scopo e valore Il ritrovarsi faccia a faccia a discutere e a dire la propria su cose utili. Esistono delle regole e quelle regole è ora di cominciare a rispettarle.

Quando si convoca una riunione si partecipa anche solo per dire chiaramente: “Non sono d’accordo” o “Io mi dimetto”. Questo si chiama rispetto e non esiste nessun social network o nessuna chat whats app che possa sostituire la funzione di un’assemblea già convocata. Poiché non ho alcuna intenzione di dimenticare in un cassetto le regole del Partito, di soprassedere a quelle del buon vivere civile come il rispetto della mia stessa comunità(non ultimo quello del ruolo che io rivesto) considerando che al Partito non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale di nessuna dimissione, al più presto convocherò la direzione per richiedere la sfiducia del Presidente e l’elezione di uno nuovo.

A chi, invece, in questi giorni ha ritrovato la parola sui social network io vorrei solo fare un appunto: PARTECIPATE!!!!!

 

Sulmona 28 Aprile 2018

Il Segretario

Sergio Dante

  Le cattive abitudini dei Presidenti dimissionari Da quando sono stato eletto la prima volta Segretario del Circolo Pd di Sulmona ho notato che è abitudine e costume di chi ricopre la carica di Presidente dimettersi comunicandolo, in maniera ufficiale, prima alla stampa e poi, forse, al partito. In effetti sto ancora aspettando la comunicazione delle dimissioni di chi ha preceduto Sandro De Panfilis e, con ogni probabilità, tra qualche mese starò qui ancora ad aspettare che arrivi al partito la comunicazione delle dimissioni di Sandro De Panfilis. Ancora non mi è chiaro se il Pd, in generale, appare più,…

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